

{"id":264575,"date":"2021-04-14T18:21:06","date_gmt":"2021-04-14T16:21:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.grandtourinternational.com\/d98dfy7\/?p=264575"},"modified":"2022-04-17T22:51:24","modified_gmt":"2022-04-17T20:51:24","slug":"geografia-umana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.grandtourinternational.com\/d98dfy7\/geografia-umana\/","title":{"rendered":"GEOGRAFIA UMANA"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.9.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221;][et_pb_row column_structure=&#8221;1_2,1_2&#8243; use_custom_gutter=&#8221;on&#8221; gutter_width=&#8221;2&#8243; make_equal=&#8221;on&#8221; _builder_version=&#8221;4.9.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; width=&#8221;95%&#8221; max_width=&#8221;95%&#8221; custom_margin_tablet=&#8221;&#8221; custom_margin_phone=&#8221;&#8221; custom_margin_last_edited=&#8221;on|phone&#8221; custom_padding=&#8221;|5px||5px|false|false&#8221;][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.9.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.9.2&#8243; _dynamic_attributes=&#8221;content&#8221; _module_preset=&#8221;default&#8221; text_font_size=&#8221;28px&#8221; header_font=&#8221;||||||||&#8221; header_text_color=&#8221;#192231&#8243; header_line_height=&#8221;1.2em&#8221; header_font_size_tablet=&#8221;38px&#8221; header_font_size_phone=&#8221;28px&#8221; header_font_size_last_edited=&#8221;on|phone&#8221;]@ET-DC@eyJkeW5hbWljIjp0cnVlLCJjb250ZW50IjoicG9zdF90aXRsZSIsInNldHRpbmdzIjp7ImJlZm9yZSI6IiIsImFmdGVyIjoiIn19@[\/et_pb_text][et_pb_divider color=&#8221;#E02B20&#8243; divider_weight=&#8221;1px&#8221; _builder_version=&#8221;4.9.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; width=&#8221;67%&#8221;][\/et_pb_divider][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.9.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;]<\/p>\n<p>Il popolamento dell&#8217;Iran \u00e8 il risultato di quella progressiva espansione verso S delle popolazioni centroasiatiche, indoeuropee, che da un lato hanno conquistato la valle dell&#8217;Indo (i popoli Ari), dall&#8217;altro, varcando il Kopetdag, l&#8217;altopiano iranico. Il Kopetdag \u00e8 rimasto ancora, come pi\u00f9 a E il Paropamiso, l&#8217;elemento divisorio tra area iranica e area turca. Tuttavia non mancano in Iran diversi gruppi di turchi: gli azerbaigiani che rappresentano un quarto della popolazione, i turcomanni che vivono a E del Mar Caspio, kashkai, nomadi e seminomadi dello Zagros, discendenti di un&#8217;orda giunta nel Paese a seguito dell&#8217;invasione mongola. Per\u00f2 la maggioranza delle popolazioni \u00e8 data da iranici, tra i quali tuttavia si riconoscono gruppi etnici che hanno conservato una loro unit\u00e0 di promozione feudale: tra questi gruppi i principali sono quelli rappresentati dalle grandi trib\u00f9 nomadi dello Zagros, tra cui i luri, i bactiari e gli stessi curdi (questi ultimi rappresentano, in territorio iranico, solo una frazione del pi\u00f9 vasto gruppo che occupa l&#8217;Iraq nordorientale e la Turchia orientale); altro gruppo importante \u00e8 quello dei baluchi nel Sudest del Paese. Gli Iranici veri e propri rappresentano il 51% del totale e non hanno soltanto una comune paternit\u00e0 ma sono stati anche profondamente plasmati nel tempo da una cultura che non ha mai perduto i suoi profondi legami unitari. Questi si rifanno anzitutto all&#8217;impero achemenide, che per la prima volta ha allacciato sotto un&#8217;unica organizzazione il territorio iranico, creando centri nodali non pi\u00f9 abbandonati e ponendo nel F\u0101rs il nucleo di base del Paese. Importante fu poi l&#8217;islamizzazione, che ha esaltato l&#8217;urbanesimo, consolidando quella struttura territoriale che ha i suoi centri nelle grandi oasi gi\u00e0 privilegiate anteriormente. Sotto il dominio dei Safavidi l&#8217;urbanesimo fu ancora riattivato dalla vivacit\u00e0 economica e commerciale del Paese, che trov\u00f2 in E\u1e63fah\u0101n la sua raffinata capitale. Con la dinastia dei Cagiari la capitale fu trasferita a Teheran, e si ebbe cos\u00ec una riorganizzazione territoriale che, gi\u00e0 sotto il dominio di N\u0101dir Sh\u0101h, era stata contrassegnata da un nuovo regime delle terre (che favor\u00ec la riconversione del feudalesimo in quel latifondismo perdurato sino alla seconda met\u00e0 del sec. XX) e da una estesa sedentarizzazione delle popolazioni nomadi. Nel corso del Novecento, dopo un lungo periodo di decadenza e di isolamento, il Paese si apr\u00ec all&#8217;influsso occidentale grazie alla politica di Re\u1e93\u0101 Pahlav\u012b con il quale ebbero inizio tutti quei fenomeni caratteristici connessi alla modernizzazione, tra cui crescita demografica, sviluppo dell&#8217;urbanesimo, valorizzazione delle aree pi\u00f9 funzionali rispetto ai traffici a svantaggio di quelle pi\u00f9 povere e periferiche. La popolazione dell&#8217;Iran ha subito delle leggere variazioni, che per\u00f2 non mutano in maniera sostanziale il quadro generale della situazione demografica iraniana che si caratterizza per un tasso di crescita contenuto. La densit\u00e0 media \u00e8 di 44 ab.\/km\u00b2, con percentuali decisamente pi\u00f9 alte nell&#8217;area della capitale, nelle province settentrionali e in quelle situate sul Mar Caspio. Sulla relativa stabilit\u00e0 demografica iraniana hanno esercitato, nell&#8217;ultimo decennio del sec. XX e nei primi anni del secolo successivo, una certa influenza i flussi di profughi provenienti dall&#8217;Afghanistan e dall&#8217;Iraq, una parte dei quali \u00e8 stata rimpatriata (850.000 gli afghani che hanno fatto ritorno in patria tra il 2002 e il 2007). La popolazione della campagna rappresenta ancora quasi il 35% del totale. Esistono gruppi di nomadi, soprattutto nello Zagros, che compiono migrazioni stagionali tra le piane costiere affacciate al Golfo Persico (terre calde o Garmsir) e i pascoli dell&#8217;altopiano (terre fresche o Sardsir). Seminomadi si trovano nel Baluchistan, nell&#8217;Elburz e nell&#8217;Azerbaigian. Ma la maggior parte della popolazione, dopo i processi di sedentarizzazione, vive in villaggi. Essi sono di diverse dimensioni e si raccolgono nelle oasi, pi\u00f9 o meno estese secondo la ricchezza d&#8217;acqua, attinta dai qanat, i canali sotterranei lunghi decine di chilometri che consentono agli insediamenti di porsi anche lontano dal pedemonte, nelle piane aperte, dove i suoli sono migliori. A questa distribuzione nelle pianure si debbono i villaggi tipo qal&#8217;a, cio\u00e8 quei centri fortificati, numerosi soprattutto nel Khor\u0101s\u0101n, la cui origine \u00e8 antichissima e la cui diffusione sembra sia da ricollegarsi all&#8217;insicurezza lasciata dall&#8217;invasione mongola di Gengis Kh\u0101n. Questi villaggi comunque si ponevano come difesa dalle incursioni dei nomadi che, nei secoli passati, si avevano frequentemente sul fronte settentrionale aperto al Turkmenistan (la diga di Alessandro, il S\u0101d-e-Iskender, \u00e8 un elemento di difesa che aveva funzioni un po&#8217; simili a quelle della muraglia cinese). Nelle oasi, nelle zone di agricoltura pi\u00f9 intensiva, al villaggio compatto si \u00e8 sostituito in qualche caso la casa sparsa (costruita di fango e aerata mediante prese d&#8217;aria; ben diversa \u00e8 la casa urbana signorile che deriva da tradizioni antiche ed \u00e8 di notevole raffinatezza). Tuttavia all&#8217;antico fenomeno della concentrazione della popolazione nelle poche aree coltivabili e ricche di acqua si \u00e8 affiancato quello della tendenza all&#8217;inurbamento. La povert\u00e0 dell&#8217;agricoltura e la presenza di attivit\u00e0 commerciali, culturali e religiose nei centri urbani hanno da sempre rappresentato un incentivo allo sviluppo, ma l&#8217;avvio di un processo di industrializzazione nelle citt\u00e0 ha richiamato un consistente afflusso di popolazione. L&#8217;esempio pi\u00f9 eclatante di questo urbanesimo accelerato \u00e8 Teheran, un&#8217;immenso agglomerato di quartieri miserabili, che si contrappongono in modo violento a quelli moderni e lussuosi della parte alta, sulle pendici ospitali del Kolum Bartek. La citt\u00e0 \u00e8 cresciuta in modo vertiginoso negli ultimi decenni del Novecento: nel 1930 contava solo 120.000 ab., mentre al censimento del 2006 contava quasi 8 milioni di ab., considerando anche le vaste bidonvilles periferiche. Ci\u00f2 \u00e8 dovuto al fatto che essa concentra le principali attivit\u00e0, rispetto alle quali \u00e8 favorita dalla sua posizione nodale nei confronti delle aree pi\u00f9 prosperose e popolose del Paese. La capitale \u00e8 direttamente collegata con le altre citt\u00e0 del Paese, nodi centrali, a loro volta, di distinte regioni: Tabr\u012bz, chiave di volta del Nord-Ovest, E\u1e63fah\u0101n del Centro-Sud e Mashhad del Nord-Est. In particolare un notevole sviluppo ha avuto E\u1e63fah\u0101n: l&#8217;antica capitale safavide rappresenta la tipica citt\u00e0 persiana, con la sua ordinata urbanistica sviluppata intorno alla Mayd\u0101n-i-Sah\u0101h, con i suoi magnifici monumenti e con il vicino bazar diviso in quartieri artigianali e commerciali; essa ha conservato gran parte del suo fascino e al tempo stesso \u00e8 andata industrializzandosi e moltiplicando le sue attivit\u00e0. Sulla direttrice tra E\u1e63fah\u0101n e la capitale \u00e8 collocata Qom, citt\u00e0 santa sciita capoluogo della provincia omonima. E\u1e63fah\u0101n si trova inoltre sull&#8217;importante direttrice stradale che, verso S, continua fino a Sh\u012br\u0101z, capoluogo del F\u0101rs, citt\u00e0 anch&#8217;essa in notevole fase di sviluppo e ricca di attivit\u00e0 commerciali e industriali. Funzioni analoghe svolge Tabr\u012bz, la cui importanza \u00e8 accresciuta dalla posizione sulle arterie che collegano la capitale alla Turchia, all&#8217;Armenia e all&#8217;Azerbaigian. Su Mashhad, all&#8217;estremit\u00e0 opposta del Paese, gravita tutto il Khor\u0101s\u0101n; essa inoltre, unita alla capitale da una linea ferroviaria, si trova sulla direttrice che conduce al confine afghano ed \u00e8 al centro di una ricca e vasta oasi. \u00c8 anche un prestigioso centro religioso, frequentato da migliaia di pellegrini. Su Teheran fanno direttamente capo le citt\u00e0 del Caspio, di cui Rasht \u00e8 la maggiore. Nonostante siano ormai unite da buone comunicazioni con la capitale, minor sviluppo hanno avuto le citt\u00e0 che si trovano ai margini dei deserti, centri di antica origine come Yazd e Kerm\u0101n, poste sulla direttrice che prosegue sino a Z\u0101hed\u0101n, citt\u00e0 di recente valorizzazione presso il confine con il Pakistan. Citt\u00e0 importante, che si aggira sul milione di abitanti \u00e8 anche Ahv\u0101z, capoluogo del Khuzist\u0101n e importante localit\u00e0 culturale ed economica, mentre presso il Golfo Persico \u00e8 \u0100b\u0101d\u0101n, porto d&#8217;imbarco del petrolio e grosso centro petrolchimico. Un ruolo pi\u00f9 rilevante hanno assunto Karaj (nei pressi di Teheran) Bandar-e Khomen\u012b e Bandar-e \u2018Abb\u0101s (citt\u00e0 portuali).<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][et_pb_column type=&#8221;1_2&#8243; _builder_version=&#8221;4.9.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.9.2&#8243; _dynamic_attributes=&#8221;content&#8221; _module_preset=&#8221;default&#8221;]@ET-DC@eyJkeW5hbWljIjp0cnVlLCJjb250ZW50IjoicG9zdF9jYXRlZ29yaWVzIiwic2V0dGluZ3MiOnsiYmVmb3JlIjoiIiwiYWZ0ZXIiOiIiLCJsaW5rX3RvX3Rlcm1fcGFnZSI6Im9uIiwic2VwYXJhdG9yIjoiIHwgIiwiY2F0ZWdvcnlfdHlwZSI6ImNhdGVnb3J5In19@[\/et_pb_text][wdc_image_carousel animation_speed=&#8221;1200ms&#8221; nav_pagi=&#8221;nav_pagi&#8221; slide_spacing=&#8221;4px&#8221; is_auto_height=&#8221;on&#8221; pagi_height=&#8221;0px&#8221; pagi_width=&#8221;0px&#8221; use_tab=&#8221;on&#8221; tab_elements=&#8221;off|off|on&#8221; tab_slide_count=&#8221;5&#8243; tab_bg=&#8221;#D7E4F4&#8243; tab_item_bg=&#8221;rgba(210,228,249,0.45)&#8221; 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