NEL CUORE DEL DESERTO DASHT-E-LUT
 

Una delle esperienze più emozionanti in Iran è partecipare a un tour nel deserto. Lo spettacolare e allo stesso tempo drammatico paesaggio del deserto può essere scoperto a dorso di un cammello o in moderni veicoli a quattro ruote motrici con aria condizionata.

Visita la più alta distesa di dune dell’Iran, il meraviglioso cielo infinito che brilla di notte con la luce di milioni di stelle. Dormite in tende o case sul posto e ascoltate la misteriosa voce del deserto durante la notte, che risuona di melodie tribali. Regalati un’esperienza da 1000 e una notte! Il deserto dell’Iran offre meravigliosi spettacoli di luce al tramonto e all’alba, quando l’oceano di sabbia brilla di colori caldi e intensi.

Il deserto di Lut o Dasht-e-Lut si trova nel sud-est dell’Iran.
Questa parte dell’Iran ha spesso le più alte temperature della superficie terrestre sulla terra – una temperatura di 70,7 ° C è stata misurata nel deserto di Lut.

Il deserto di Lut, o Dasht-e Lut, si trova nel sud-est dell’Iran e dal luglio 2016 è il primo sito naturale del paese nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO. Il deserto di Lut è uno dei luoghi più caldi del pianeta e presenta una grande varietà di paesaggi desertici spettacolari.
Mentre nel sud-ovest si è formato un rilievo di ablazione, nel sud-est c’è un sollevamento con dune fino a 420 m di altezza.

Inoltre, durante il nostro tour conosceremo i siti più famosi e più belli dell’Iran:
Teheran – Kerman – Mahan – Yazd – Shiraz – Naqushe-Rostam – Persepolis – Isfahan – Kashan.

Per ulteriori informazioni si prega di vedere la descrizione dettagliata del tour o semplicemente di contattarci!

Non vediamo l’ora di mostrarvi questo bellissimo paese e la sua gente tanto amabile!

ITINERARIO

Nel cuore del Dasht-e Lut (Patrimonio dell’Umanità UNESCO)

Italia→Teheran→Kerman→Mahan→Shahdad→Kalut→Yazd→Shiraz→Persepolis→Naghsh E Rostam→Isfahan→Kashan→Teheran

1° Giorno

 

Italia- Teheran

Partenza dall’Italia. Arrivo all’ aeroporto internazionale “Imam Khomeini”, incontro con il referente dell’agenzia locale e trasferimento in hotel e pernottamento.

2° Giorno

Teheran 

Cominciamo il viaggio con la visita della capitale dell’Iran Tehran: la città più movimentata e cosiddetta effervescente iraniana. La megalopoli iraniana con più di 8 milioni di abitanti, dimostra la sua raffinatezza in un’atmosfera caotica come tutte le grandi città del mondo. Tehran è però una pagina fondamentale della storia moderna in quanto mette a disposizione dei viaggiatori i suoi straordinari musei come il Museo dei Gioielli che ne espone la Collezione più importante al mondo. I progressi artistici, gli interventi architettonici e la rinascita dei tanti caffè allo stile tradizionale persiano, ha reso Tehran, in questi anni, un labirinto affascinante tanto da sorprendere il viaggiatore in ogni angolo urbano.

Per scoprire la vera Teheran non bisogna fermarsi solo ai musei, ma si deve camminare nel caos ed entrare nei bar moderni e tradizionali. Solo così si può incontrare e conoscere la cultura e gli abitanti della megalopoli. Dopo il riposo e la colazione saremo nelle strade della capitale dell’Iran Tehran per scoprire i suoi ritmi particolarmente unici.

Le visite di Teheran:

Il Museo Archeologico Nazionale dell’Iran ripercorre la storia, l’arte e la cultura attraverso i reperti archeologici che vanno dal VI millennio a.C., fino al periodo islamico, VII secolo d.C. Al Museo di Teheran si trova una splendida collezione di ceramiche, di terrecotte e di bronzi e in più, ogni semestre, vi è un’esposizione provvisoria di oggetti, di alto valore archeologico, prestati da altri musei come quello di Venezia, Berlino e ect.
Palazzo Golestan è situato vicino al Gran Bazar ed è un complesso notevole che trova la sua radice nel XVI secolo, quando Teheran, pian piano, si trasformò da un villaggio a una città vera e propria. Golestan significa “roseto” perché è un tipico esempio dei meravigliosi Giardini persiani. La storia moderna iraniana deve tanto al complesso dove Mohammad Reza Pahlavi si è incoronato proclamandosi successore di Ciro il Grande. In seguito si visita l’ingresso del Gran Bazar di Tehran dove si vende “di cotto e di crudo” e come si dice in persiano si vendono pure “il latte della gallina e l’anima umana”.
Il Museo Nazionale dei Gioielli, (apertura solo da Sabato a Martedì) è situato in un’enorme cassaforte con una porta spessa di 25 cm, ed è allestito nei forzieri sotterranei della Banca Centrale Iraniana. Il museo ospita i gioielli della corona, il mappamondo tempestato di gemme, un tripudio di pietre preziose, diademi, corone della famiglia Pahlavi e il più grande diamante rosa esistente nel mondo detto anche Darya-e Nour (Mare di Luce) di 182 carati. Il diamante è un simbolo della vittoria che Nadir, scià nel 1739, aveva portato in Iran dopo la sua vittoriosa campagna in India.
Trasferimento in albergo, pernottamento.

3° Giorno

KERMAN

“Dalle case, sulle porte, la gente grande saluta benigna, e fa cenno indicando l’orizzonte con sorrisi d’intesa; così il cuore comincia a battere per eroici e tenere desideri, si assapora la vigilia delle cose meravigliose che si attendono più avanti; ancora non si vedono, no, ma è certo, assolutamente certo che un giorno ci arriveremo.” Quando Dino Buzzati scrisse “Il deserto dei tartari” non si sarebbe mai immaginato che un giorno in Iran avrebbero girato un film dal suo libro e questo perché forse era l’unico posto al mondo che corrispondeva all’immaginazione dello scrittore.

Kerman ebbe una grande storia per la sua posizione strategica. Questa città sul lato est apre la via verso l’India e il Pakistan, scendendo verso sud si arriva al Porto Bandar Abbas e quindi al Golfo Persico. Per andare verso la Babilonia, Susa, Persepolis bisognava andare verso Ovest, ragione per cui, fin dal periodo di Dario il Grande, Kerman fu una delle Satrapie dell’Impero persiano. Kerman non perse mai il suo valore neanche durante il periodo dei Sassanidi (III secolo d.C.), e dei Safavidi del 1600. Infatti, per gli amanti dei mercati e dei posti popolari, Kerman offre il suo affascinantissimo Bazar dove si possono ammirare i bellissimi volti della gente del posto, i cui tratti somatici sono completamente diversi rispetto agli abitanti di Tehran o Kashan.

Tuttavia a Kerman esiste uno scambio inter-culturale con i paesi vicini come Pakistan e Afghanistan, ma il marchio antropologico della regione è senza dubbio la prevalenza di una delle etnie iraniche: Baluchi. I Baluchi sono gli antichi e genuini iraniani che mantengono le loro celebrazioni e talenti esclusivi. Essi si sono trasferiti in Iran nel XII secolo. Durante il periodo Mughal, questo territorio divenne noto come “Baluchistan”. Il loro nome, “Baluch”, è terreno di controversia, alcuni dicono che significa “nomade”, mentre altri affermano che si tratta di una parola antica persiana che significa “la cresta del gallo”.

Arrivo a Kerman

  • Durante il viaggio in Iran si possono vedere due complessi meravigliosi in cui si trovano gli unici elementi esemplari di architettura rinascimentale del periodo safavide. Il primo esempio è la Piazza Naghshe Jahan a Isfahan, mentre il secondo si trova a Kerman: la Piazza Ganj Ali Khan. Le due piazze sono perfettamente coetanee, ma i monumenti, le decorazioni delle due piazze sono diverse tra di loro. Se a Isfahan si sono focalizzati per la costruzione delle magnifiche moschee, a Kerman hanno costruito un elegantissimo caravanserraglio e uno stupendo Hammam ossia Bagno Turco. Nella Piazza Ganj Ali Khan esiste una grande cisterna d’acqua, una torre del vento sotto la quale c’era l’officina dove coniavano le monete. Esse rappresentano in gran parte le divergenze architettoniche che si adattano al clima e alle necessità governative del 1600.
  • Hammam Ganj Ali Khan – in Iran quasi in ogni paese si trova un Hammam antico da visitare, ma nessuno riesce a superare la maestosità e la bellezza di quello di Kerman. Siamo in un complesso termico dove lo spazio si divide in tre parti diversi: Frigidarium, Tepidarium, Calidarium. Ciò che fa evidenziare la bellezza di questo Hammam è la decorazione delle pareti e la posizione delle vasche d’acqua nella prima sala. Ogni padiglione di questo ambiente è riservato ad un livello sociale diverso: i discendenti del Profeta, i clerici, i signori locali, i nobili, i commercianti del bazar e i contadini. In questo Hammam, oltre alle piastrelle, ci sono anche le maioliche intarsiate che brillano tra il mormorio della gente. Se volete vedere la meridiana all’interno dell’Hammam dovete entrare nella stanza reale dove si vede un unico blocco di pietra Onice con lo spessore di 10 cm. Questa pietra è talmente lucida che trasmette la luce all’interno del bagno. Qui le persone da sopra questa pietra misuravano lo scorrere del tempo e la chiamavano la pietra dell’orologio del tempo.

Cena in ristorante e pernottamento in albergo.

 

 

4° giorno

Mahan

Dopo la colazione, partenza in direzione di Mahan.Si visita il Mausoleo del grande Suffi del XIV, Sha-Nemat-Olah-Vali progettato nel XVI sotto l’ordine del Re dei Safavidi, Shah Abbas I il Grande.In seguito si visita il Giardino del principe della dinastia di Qajara IXX sec.Si prosegue per la cittadella Rayen, uno dei grandi complessi di architettura della terra cruda del periodo preislamico.

Arrivo a Shahdad e pernottamento.

 

5° Giorno

Kalut

Dopo la prima colazione giornata dedicata al deserto con la visita in jeep, 4×4, ai Kalut con le formazioni rocciose che si ergono fuori della sabbia simili a castelli; si vedranno le località di Ney Bit e Golbaf.

Pernottamento nel deserto.

6° Giorno

YAZD

Prima colazione. Intera giornata dedicata alla visita della città, una delle più interessanti dell’Iran e antico centro Zoroastriano.

L’Atash-Kadeh – il Tempio del Fuoco. È sbagliato pensare che gli zoroastriani adorino il fuoco. Prima di recarsi in un Tempio del Fuoco, dove ancora arde il fuoco sacro, bisogna riconoscere il Fuoco come l’elemento sacro perché, secondo questa filosofia, esso è Fonte di Purezza e di Luce. Questa è la vera direzione verso la quale gli zoroastriani praticano il loro culto. Qui a Yazd nel Tempio del Fuoco arde questa fiamma sacra da più di 15 secoli e non è mai stata spenta. Il dovere sacerdotale o quello del Mago del Tempio è quello di svuotare le ceneri e fornire la legna per mantenere la fiamma accesa, affinché i praticanti possano rivolgersi ad essa perché considerata fonte del bene.

La Moschea del venerdì – Dal portale di questa moschea si slanciano i due minareti più alti dell’Iran, infatti misurano 48 metri.

Questa moschea non è famosa solo per l’altezza dei minareti, ma anche per lo splendido portale principale, decorato con piastrelle di maiolica intarsiata; si tratta infatti di un capolavoro artistico che offre una delle opere più affascinanti del viaggio in Iran. Per osservare i dettagli del taglio delle piastrelle di maiolica, basta avvicinarsi alla facciata principale.

Centro storico e antico quartiere Fahadan. Yazd deve la sua fama soprattutto all’architettura della città vecchia, interamente costruita con i mattoni crudi; i più importanti monumenti del centro storico sono però le cosiddette “torri del vento” che sovrastano i tetti e che si possono scorgere già da lontano. Per questo motivo Yazd è stata chiamata la “città delle torri del vento”.

Queste torri, chiamate badgir (letteralmente “acchiappa vento”) servono a procurare la necessaria ventilazione, poiché le case non possiedono molte finestre verso l’esterno. La badgir durante il giorno asporta l’aria calda dall’interno e, durante la notte, conduce aria fresca dall’esterno all’interno dell’edificio. Il sistema sfrutta due condizioni ambientali: la differenza di pressione dell’aria e la differenza di temperatura.

Il Museo dell’Acqua; in Iran, soprattutto nelle zone desertiche come Yazd, esisteva un sistema d’irrigazione sotterraneo che riforniva alle oasi l’acqua fresca dalle falde acquifere, tramite un sistema di canali sotterranei lunghi anche venti chilometri, con dei pozzi di ispezione detti “mil”, scavati artificialmente lungo il percorso del canale. Questi pozzi verticali garantivano l’accesso al tunnel sotterraneo, sia per il prelievo di acqua, sia per facilitare le necessarie opere di manutenzione. I canali, in persiano conosciuti come Kariz o Qanat, venivano scavati fruttando la naturale inclinazione del terreno, in modo che convogliassero le acque delle falde verso i terreni di coltivazione o un centro abitato. Anche nel lungo percorso, i canali subivano una minima perdita di acqua per evaporazione e non contaminavano l’acqua potabile. Tramite il Museo dell’Acqua si ha la possibilità di conoscere i dettagli di questo lavoro millenario dell’Iran.

Le Torri del Silenzio. Qui tutto si ferma, in questo luogo vi è infatti un cimitero utilizzato fino a circa 70 anni fa ed è molto diverso da quelli comuni perché è un luogo sacro per gli zoroastriani. In questo particolare campo santo i defunti venivano portati in cima alla torre ad opera di speciali addetti i “Salar”, ed erano gli unici che potevano toccare i morti. I cadaveri venivano lasciati all’interno di edifici circolari e lì i corpi, grazie agli agenti atmosferici e agli avvoltoi, diventavano ossa e successivamente venivano spostati nel pozzo al centro della torre, dove avrebbero trovato il riposo perpetuo. I quattro elementi della natura: aria, acqua, fuoco e terra sono considerati sacri dagli Zoroastriani. La terra non poteva essere contaminata con resti umani quindi non era prevista la sepoltura dei corpi e per lo stesso motivo neanche la cremazione. Questi luoghi venivano chiamati: Torri del Silenzio.  E qui il silenzio è vero, assordante, addolcito solo dal rumore del vento.

Si visitano, poi, nel labirinto della città vecchia, circondata da mura, i raffinati esempi di case tradizionali, senza entrare nei siti come Il Mausoleo di Seyed Rokn ad-Din, Il Mausoleo dei 12 Imam, del XII sec., con l’iscrizione in lettere cufiche dei nomi dei 12 Imam Sciiti e la cosiddetta Prigione di Alessandro.

l’antico Bazar e il complesso di Amir Chakhmagh, e il Giardino Dowlat Abad.

La sera si visita Zur-Khaneh, un luogo tipico dedicato allo sport tradizionale iraniano. Zur-Khaneh, detto anche la casa del potere, è nata come l’educazione militare per i soldati durante l’Impero Persiano. (la visita dipende dai giorni e orari dell’allenamento)

Cena in ristorante e pernottamento in albergo.

7° Giorno

Shiraz

Un vero viaggiatore solo attraverso i colori dell’ambiente può cominciare a pensare com’è la gente del loco. Se ci si trova a Kerman e si passa accanto ai campi di pistacchi, osservate come i contadini coccolano i loro alberi. L’estate sarà il tempo ideale per camminare tra questi tesori della zona che producono uno dei miglior prodotti agricoli di tutto il paese. Il pistacchio è un albero che può arrivare fino a 5 m, con foglie di solito composte da tre foglioline, fiori di color porpora, dioici, riuniti in pannocchia, frutti simili a quelli dell’olivo, giallastri o rossicci, contenenti un seme aromatico, dolce e tenero. Quando osserviamo i campi di pistacchio non possiamo ignorare la radice linguistica della parola, perché vi trovate nel posto giusto per saperlo: Pistacchio in italiano deriva dal latino Pistacium, a sua volta deriva dal greco Pistakion che deriva infine dal persiano Pistah. Quest’albero non ha dato solo un sapore originale al nostro palato, pensiamo ai dolci e cannoli, ma anche ha definito un color verde particolare per i nostri gusti: verde pistacchio o color pistacchio.

Si prosegue il viaggio con la visita di una delle più antiche moschee in Iran a Neiriz, con un Mihrab favoloso.

Lungo il percorso si visita un lago salato e le saline di color rosa, “Daryache Maharluo”. Un panorama assolutamente cinematografico dove esistono ancora oggi i laboratori del sale rosa.

Il castello Sassanide a Sarvestan,è uno dei principali castelli del Barocco sasanide. Sarvestan era il palazzo di caccia di Bahram Gur, il re sassanide, il quale si recava lì per cacciare le zebre della zona. Il palazzo di caccia risale al V secolo d.C. ed è un esempio lampante per comprendere la costruzione della cupola. Per chi vuole conoscere la base della costruzione delle moschee – durante il periodo islamico – dovrebbe contemplare la semplice teoria della moltiplicazione del 4 utilizzata per alzare la cupola: nel caso della costruzione su pianta quadrata, si passa dalla struttura quadrata alla struttura circolare mediante quattro pennacchi, triangoli concavi formati rispettivamente a ciascun angolo con corsi di mattoni aggettanti. Il palazzo di caccia di Bahram possiede tutti gli elementi sopracitati.

La sera arrivo a Shiraz. Cena in ristorante e pernottamento in albergo.

8° Giorno
 NAQSHE ROSTAM – PERSEPOLI

Prima la colazione, si visita il Mausoleo di Hafez, è dedicato al sommo poeta del XIV sec., d.C., il mentore di Sufi. La mitezza della filosofia persiana è nata tra le righe delle poesie di Hafez. Ciò che rende il poeta immortale è la trasversalità del significato della sua poesia che evidenzia il frutto del suo pensiero “sufico” a tutti i lettori. Se Shiraz è la patria della poesia mistica lo deve ai suoi poeti. La sorpresa della visita al mausoleo consiste nel fatto che la parola di Hafez è legata a Bacco e a Venere. Per cui leggere Hafez camminando nel suo giardino paradisiaco serve per capire la contraddizione che esiste tra un dolce stilnovista iraniano con la modernità avvenuta: forse potrebbe sembrare una poesia sovversiva!

Dopo il pranzo partiamo per la visita ai grandi siti archeologici, degli Achemenidi IV sec a.C., e dei Sasanidi III sec d.C., si visita il sito archeologico di Naghsh-e- Rostam, è una necropoli. Un luogo di grande suggestione, conserva ancora oggi le tombe rupestri dei grandi Re Achemenidi. Non è affatto una esagerazione dire che il sito è quello più ricco di tutto l’Iran perché qui vi sono tutte le testimonianze storiche: un magnifico bassorilievo dei Elamiti, 1300 a.C., le forme particolari delle tombe reali e le scritture in persiano antico del 400 a.C., i documenti importantissimi dei Sassanidi e la scrittura del persiano medio del 300 d.C. In un solo sito archeologico, decisamente suggestivo, si può contemplare una Persia ai tempi di Elam fino alla sconfitta di Valeriano il generale romano che combatteva contro Shapur.

Si prosegue il viaggio con la visita Persepoli, è la città sacra fondata da Dario nel 524 a.C., per celebrare il 21 marzo la festa del Nowruz (giorno nuovo) ovvero il capodanno persiano. Persepoli venne conquistata e bruciata da Alessandro Magno come vendetta del saccheggio che fece Serse durante le guerre persiane. L’escursione a Persepoli approfondisce i dettagli di una maestosa città dove Dario e Serse per costruirla fecero venire i miglior artigiani, pagati e assicurati dalla legge reale. Qui non si fa solo un approfondimento architettonico bensì con i meravigliosi bassorilievi del Palazzo Apadana si può sfogliare un antico libro di stampo antropologico. Tra le rovine si possono visitare i suoi imponenti palazzi che non smettono mai di impressionare i viaggiatori: il Palazzo Cento Colonne dove il Re riceveva i generali, la Sala delle Udienze detto Palazzo Apadana con una pianta quadrata e sei file di colonne, alte fino a 19 metri. Le scalinate di accesso raffigurano cortei di Satrap e le guardie imperiali detti i Soldati Immortali.

La cena e pernottamento in albergo.

9° Giorno

Naghsh E Rostam – Persepolis

Giornata dedicata ai grandi siti archeologici degli Achemenidi e dei Sasanidi.

Persepolis, la città sacra fondata da Dario nel 524 a.C. per celebrare il 21 marzo la festa del Nouruz. Lì il Grande Re riceveva le delegazioni dei popoli sottomessi che in lunghe processioni, venivano ad offrire doni e tributi. La grande Apadana, la porta di Serse, la sala delle 100 colonne, i delicati bassorilievi, tutto testimonia della grandiosità e splendore di questo sito. Fu data alle fiamme dai soldati di Alessandro nel 330 a.C. Veniva così colpito il cuore pulsante di quella grande civiltà.

Naghsh-e- Rostam, necropoli, luogo di grande suggestione, che conserva le tombe rupestri dei grandi re Achemenidi, e i bassorrievi-manifesto dei re Sasanidi.

Ritorno a Shiraz, visita del Mausoleo di Shah-Cheragh o della Santa luce, santuario molto importante per la religione musulmana.
Pernottamento in albergo.

10° giorno

PASARGAD

Dopo la colazione, partiamo per Isfahan e lungo il viaggio si visita il sito archeologico di Pasargad, La città è stata la prima capitale dell’Impero Persiano fondata nel 546 a.C. da Ciro il Grande durante il suo regno che morì nell’estate del 530 a.C. A Pasargad è nato il vero e proprio Pardis ossia Paradiso il “Giardino Persiano”. Tra i monumenti e rovine nel sito si trovano tre palazzi reali e un magnifico bassorilievo: il Palazzo Privato di Ciro il Grande, il Palazzo delle Udienze e la Tomba di Ciro il Grande. Pasargade una volta era circondata da due fiumi i quali portavano l’acqua in città, tramite un peculiare canale di irrigazione che decantava e forniva l’acqua, passando in mezzo al Giardino persiano.

A fine giornata si arriva ad Isfahan, una delle città più belle dell’Iran, Cena e pernottamento in albergo.

 

11° giorno

Isfahan

L’intera giornata è dedicata alla visita della città di Isfahan che ospita centinaia di moschee, mausolei, bagni pubblici e caravanserragli, a testimonianza del suo passato grandioso.
La straordinaria Moschea del Venerdì (Jamè Masjidè meno appariscente di quella dello Shah, ma più antica, articolata e interessante. La sua costruzione iniziò alla fine del IX secolo, ma i successivi ampliamenti ne fanno il palinsesto dell’architettura sacra persiana.Man mano che si avanza, il passaggio nel tempo è apparente, e allo stupore per l’equilibrio e la bellezza della creazione artistica, segue la meraviglia. Qui tutto è perfetto, anche nel sapore decadente che conferisce ulteriore fascino e colore a ciò che è già perfetto. Qui la perfezione è unicità, è assoluto.Due sale invernali, per fare fronte al clima rigido dell’altopiano, una risalente all’epoca Ilkanide (XIV sec), con il Mihrab di Olgiaito, di squisita fattura, la seconda di epoca Timuride.Dalla Moschea del Venerdì, che rappresenta l’antico polo di Isfahan, si snoda il vecchio bazar Gheisarieh Bazar o Bazar Imperiale che raggiunge la piazza o Maidan: la stupenda piazza Reale, oggi piazza dell’Imam dove si affacciano, le moschee Masjed-e Emam e Masjed-e Sheikh Lotfollah, capolavori dell’architettura e dell’arte persiana islamica, e il palazzo Ali Qapu.Si vista il Padiglione Hasht Behesht (Otto paradisi).E’ una piccola meraviglia dell’architettura di corte. Consiste in due gruppi di quattro camere ottagonali, gli otto paradisi, che s’innestano attorno ad un ottagono centrale abbellito da una magnifica cupola a lanterna. Le stanze superiori e la lanterna conservano in parte i colori originali, sfarzosi e scintillanti: l’oro, il rosso e il blu cobalto. Padiglione di piacere, era inserito nel Giardino degli Usignoli, attraversato da canali che si intersecavano sotto il padiglione centrale. Anche qui, la verzura, il gorgoglio dell’acqua e il cinguettio degli uccelli, uniti alla bellezza degli affreschi profani, anticipavano in terra le gioie del paradiso.

Il Palazzo delle 40 colonne o Chehel Sotun è il padiglione dove il re accordava le udienze.

L’interno di questo edificio è affrescato, secondo una tradizione antica, con pitture che rappresentano eventi storici dell’epoca. Alcune pitture risentono dell’influenza europea, altre mantengono lo stile della miniatura delle corti persiane. Deriva il suo nome dalle colonne del talar che si riflettono nell’acqua della vasca antistante.

Tutti questi padiglioni fanno parte della tradizione palaziale persiana. Si preferiva padiglioni inseriti nel contesto di giardini, o pardis, (da cui “paradiso”). Dunque dimore paradisiache create per esaltare la bellezza e il piacere, materializzazione ed umanizzazione del sogno di popolazioni nomadi aduse all’aridità e alla calura del deserto.

Pernottamento in hotel.

12° giorno

Isfahan

Dopo la colazione, partiamo per Isfahan. “Il fiore delle Mille e una notte” è la ciliegina dell’itinerario e lo troviamo a Isfahan. La città è un quadro storico che completa il viaggio in Iran. Non è un caso che Isfahan ha attirato l’attenzione di Pasolini per girare alcune scene del suo film nella piazza Naghsh-e Jahan. Ed ecco un detto persiano che dice: Isfahan è la metà del mondo. Infatti la fioritura dell’architettura islamica nacque qui nella Piazza Naghsh-e Jahan dove il colore blu turchese domina le sue moschee e il cielo sopra la Piazza, ossia l’antico campo di Polo, col passare del tempo, è diventata la sede delle pregiatissime botteghe artistiche. L’età safavide corrisponde al terzo impero persiano che ha riportato il potere iranico al trono, instaurando una nuova Persia, fondata sulle relazioni politiche, religiose e militari. La presenza della Cattedrale Vank gestita dalla comunità dei cristiani armeni fin dal 1605 d.C., ne fa un esempio eclatante. Tuttavia il potere safavide si ammira nell’arte e così a Isfahan è nata una fase di “rinascimento” della civiltà, della cultura e delle arti persiane. Il periodo rinascimentale islamico in Iran vede il fulmine artistico sotto il governo dello scià Abbas I (1587-1629).

 

Visita alla Piazza Reale o Naghsh-e Jahan, in persiano (l’immagine del Mondo) polo urbanistico della città, ridisegnato da Shah Abbas I. Nella grande piazza centrale Naghsh-e Jahan (metri 512 x 163) si affacciano due serie di archi dove nella parte bassa ci sono tutte le botteghe degli artisti dove producono e vendono la maggior parte dei prodotti dell’artigianato dell’Iran come le miniature, i turchesi e le stoffe. La Piazza Naghshe Jahan ospitava un’èlite di commercianti che erano alla ricerca della raffinatezza artistica. Sempre nella piazza si trovano ancora oggi i pali che servivano a delimitare il campo da Polo realizzato 400 anni fa.

 

A Isfahan, in pochi secondi, si realizza il sogno di ogni viaggiatore del Medio Oriente: Iran e il suo fascino rinascimentale; basti pensare agli affreschi del Palazzo Quaranta Colonne o il soffitto splendido della sala della Musica del Palazzo Ali Qapu.

 

La nostra giornata è dedicata alla visita della piazza e poi una camminata sulla via antica Chahar Bagh che ci porta verso il ponte vecchio detto il Ponte sio se (33 arcate) . Qui a Isfahan quando termina una visita riparte un’altra e il viaggiatore incoscientemente si prepara ad ascoltare le narrazioni della città come se Shahrazad le leggesse direttamente da “Mille e Una Notte”.

 

Dopo la passeggiata sul ponte antico ci prepariamo per andare in un locale tipico nel pieno centro storico per assaggiare i piatti tipici della cultura iranica.

 

Abbasi Hotel

 

Piazza Imam

 

Passeggiata nel boulevard Chahar bagh e Ponte 33

 

Cena locale tipico

 

 

13° giorno

KASHAN

Il sole sta calando e il paesaggio, del viaggio di ritorno, diventa sempre più rossiccio a seconda dei raggi di sole che colpiscono la via del ritorno verso Tehran. Il viaggio in Iran sembra iniziato proprio due ore fa, e non appena stai, pian piano, capendo l’Iran e gli iraniani arriva il tempo di chiudere la bisaccia e ripartire per il proprio paese. Però c’è una netta differenza nella bisaccia prima della partenza e dopo; ora è piena non solo di tante emozioni e di entusiasmo, ma anche di tanta cultura. Di solito il viaggiatore si preoccupa dei kili in più nella bisaccia e mentre fissa il colore del cielo pensa a come organizzare i regali; vorrebbe comprare tutto dai pistacchi, ai tessuti, ai turchesi. Sappiamo però che nella bisaccia ci sta tutto tranne una cosa: l’ospitalità della gente che abbiamo trovato in giro per i Bazar, nei ristoranti o nei siti archeologici. Questa immagine rimane incisa nei cuori ed è il souvenir immortale che il viaggiatore si porta ovunque andrà e per tutti coloro che hanno apprezzato questo tour sarà una giusta motivazione per tornare in Iran per la seconda volta.

  • A Kashan si trova anche il Bagh-e Fin, uno dei più famosi giardini persiani visitabili durante il viaggio in Iran. Il giardino Fin è stato progettato dallo scià Abbas I (1557-1629), come una visione terrena del Paradiso. Il concetto del Giardino persiano prende l’anima solo quando il viaggiatore dà ascolto alla melodia che scaturisce dallo sciabordio dell’acqua, lungo il percorso dei vari canali. Ancora oggi la vasca centrale dell’acqua detta la gola del cammello ha il dovere di distribuire l’acqua in tutti i canali laterali, utilizzando la semplice teoria dei vasi comunicanti. Nel 1600 il Giardino persiano Fin in Iran è divenuto importante perché lo scià Abbas I, lo ha scelto come il luogo ideale per l’incoronazione reale quando salì al trono. Ma due secoli dopo, anche i re dei Qajar scelsero il Giardino Persiano Fin a Kashan come sede operativa della Corte. In mezzo al verde del Fin solo i cipressi e i platani possono raccontarci la simmetria e l’eleganza della planimetria del Giardino persiano. D’altronde ci sono ancora i magnifici affreschi nell’edificio costruito dai re dei Qajar che risalgono anni 70 del 1800, e infine per saperne dei segreti del Giardino Fin bisogna entrare nel complesso dell’Hammam, famoso per la storia dell’assassino o tentativo di suicidio di Amir Kabir, il riformista dell’amministrazione dei Qajar.
  • Visiteremo Hamam di Sultano il complesso termico del periodo safavide con un sistema idraulico preciso e un sistema di riscaldamento particolare. Infatti salendo sul tetto del Hamam avremo la possibilità di vedere i dettagli dei sistemi incorporati del complesso termico di Soltan Ahmad.
  • Kashan viene conosciuta piuttosto per la produzione pregiata dell’acqua di Rosa della Persia. Infatti, il viaggio in Iran ora assorbe il suo profumo originale, ossia il profumo dei petali di rosa che viene coltivata sulle colline della zona centrale dell’Iran. Questa bella città sorta in un’oasi verdeggiante ancora oggi ospita alcune delle più belle case tradizionali della regione, come la splendida dimora del ricco mercante della famiglia Tabatabaei. Durante la visita si possono contemplare i dettagli di una casa di stampo patriarcale, dove il capo della famiglia “Pedar” tende a radunare i figli maschi ed averli nella stessa villa per una questione di disponibilità e di gestione economica familiare. Inoltre, la dimora ottocentesca evidenzia due fattori della architettura islamica: introversione ed estroversione.

Si prosegue il viaggio fino all’aeroporto. Cena e breve riposo all’albergo IBIS presso l’aeroporto.

14° giorno

Teheran-Italia

Trasferimento all’aeroporto internazionale di Teheran e partenza per l’Italia.

TOUR SU MISURA

Questo tour è disponibile anche per la prenotazione privata per viaggi in qualsiasi momento durante l’anno e possiamo anche personalizzare l’itinerario in base alle tue esigenze personali. Contattateci per dettagli e prezzi

Nota importante

Il presente programma può essere soggetto a variazioni, sia prima che in corso di viaggio, in base al clima, le festività, alle esigenze dei viaggiatori e delle persone che ospitano il gruppo di viaggiatori.Obbligatorio il passaporto con validità minima 6 mesi. Non deve apparire il visto di Israele.Visto di ingresso obbligatorio, da fare preferibilmente in Italia. Il visto lo deve fare in autonomia il viaggiatore (al Consolato richiedono le impronte digitali) dietro indicazioni utili che darà l’agenzia.Tutti i minori devono essere in possesso di passaporto individuale. Per maggiori informazioni per i documenti necessari, clima, abbigliamento ecc ..leggi il link( read more)

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